Vertenza Piaggio, Pontedera

Riceviamo e pubblichiamo il link alla notizia apparsa sui giornali locali, riguardante la vertenza sul contratto in Piaggio (http://iltirreno.gelocal.it/pontedera/cronaca/2011/03/17/news/piaggio-minacce-dentro-la-fiom-3708878). Pubblichiamo anche il volantino redatto da operai iscritti ai Cobas che fotografa molto bene l’aria che tira oggi in Piaggio.

 

Piaggio: un accordo da non sottoscrivere

E’ sempre più chiaro che Fim/Cisl, Uilm/Uil e Ugl sono parte integrante della strategia anti-operaia di Colaninno e agiscono per dividere i lavoratori, imponendo loro diktat decisi dall’azienda e spacciati per accordi.

I risultati di questi “accordi” sono una pesante perdita di posti di lavoro, l’intensificazione dei ritmi lavorativi, l’aumento dei carichi di lavoro, i danni conseguenti alla salute fisica e mentale, il futuro sempre più incerto a causa delle manovre di speculazione finanziaria e dei trasferimenti produttivi all’estero, che sono lo sport preferito del “patron” di Pontedera. D’altronde, niente di positivo, nemmeno in Piaggio, c’era da aspettarsi da Cisl, Uil e Ugl, le quali, mentre stragiuravano che non avrebbero ripetuto altrove l’accordo-capestro di Pomigliano, lo stavano già diffondendo dappertutto, anche nel pubblico impiego, con la benedizione di Marchionne, Marcegaglia e Brunetta.

Intanto, la dirigenza della Fiom/Cgil a vari livelli (nazionale, regionale e provinciale) vuole far credere che quanto sta avvenendo in Piaggio non segua il medesimo copione già visto a Pomigliano e Mirafiori, rispetto a cui il suo segretario generale Landini tanto aveva fatto per apparire come intenzionato a non transigere, quando, invece, è chiaro che il progetto di Colaninno (ci ricordiamo tutti le sue sparate contro il contratto a tempo indeterminato) è lo stesso di Marchionne e che cambiano solo i tempi e i passaggi per realizzarlo.

Altra coincidenza, a Torino come a Pontedera, Comuni ambedue amministrati dal centro-sinistra, è il comportamento del PD, il quale non se l’è fatto dire due volte di schierarsi dalla parte del padrone, esortando gli operai a essere “responsabili”, cioè a subire un peggioramento senza precedenti delle loro condizioni di lavoro, di vita, di salute, a rinunciare ai loro diritti. Tanto, Chiamparino a Torino e Millozzi a Pontedera per fare il sindaco mica devono recarsi in fabbrica a lavorare in linea!

I dirigenti della Fiom, pure messi alle strette dalla combattività espressa dagli operai con scioperi e assemblee e dalla maggioranza dei delegati Fiom in RSU (di cui due drasticamente dissenzienti, al punto di avere rassegnato le dimissioni), risulta che abbiano deciso, pur di mantenere buoni rapporti con l’azienda e coi sindacati suoi complici, di firmare l’accordo nell’eventualità che dalle assemblee o dal referendum, grazie al voto impiegatizio, possa uscire vincente il SÌ.

Strano: a Pomigliano e a Mirafiori, dove al referendum sull’accordo anti-operaio aveva vinto il SÌ, estorto (come potrebbe succedere in Piaggio) col ricatto di un futuro aziendale e occupazionale compromesso, la Fiom non aveva firmato!

Mobilitare le intelligenze degli operai e delle operaie e di tutti gli altri lavoratori, orientandoli a guardare oltre l’eventuale loro piccolo interesse personale o la loro eventuale poco nobile tentazione di compiacere a qualche esponente della gerarchia aziendale, è oggi un compito decisivo dei militanti sindacali che in Piaggio si sono resi protagonisti della lotta contro quest’accordo-truffa.

Questo comunicato Cobas vuole essere un contributo al loro impegno in una vicenda che, insieme alla questione sindacale e lavorativa, ha come posta in gioco la difesa intransigente della dignità di chi lavora.

CONFEDERAZIONE COBAS PISA

RIP v. S. Lorenzo 38, Pisa, marzo 2011; tel.: 050 8312172; fax 050 8310084

 

ontanorosso

 

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