Alla Verlicchi mancava solo LEI. Ma c’è di peggio: cronaca dell’efficienza araba all’ITC di Bologna

Veniamo a sapere dai giornali di oggi che alla Verlicchi si è fatta viva la senatrice del PD Rita Ghedini, la quale non ha voluto negare ai lavoratori lì presenti una perla di saggezza che crediamo debba essere diffusa ampiamente, per lo stesso bene del proletariato mondiale.

L’esimia Senatrice ci tiene a: “riaffermare che anche la difesa del lavoro e della dignità dei lavoratori sono un presidio imprescindibile contro ogni forma di illegalità”. Credetemi, ancora le mie membra fremono nel riflettere dello slancio ideale insito in queste parole, nel constatare cotanta profondità di pensiero. (http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/economia/2011/21-marzo-2011/verlicchi-ora-vicenda-passa-giudici-190272202864.shtml)

E vabbé ci sono le elezioni, che ci vogliamo fare…

Quello che invece è centrale e che i lavoratori della Verlicchi siano disposti a rimontare ciò che di notte alla chetichella è stato smontato. Cioè sono disposti a difendere il loro posto di lavoro con atti materiali e non con slanci ideali; ma ci chiediamo: a questo punto ha senso aspettare il via da qualcuno, o al contrario ricostruire la propria fonte di reddito dovrebbe essere una decisione che in piena autonomia dovrebbero prendere i lavoratori della Verlicchi?

Scopriamo solo oggi come nell’ICT di Bologna, i padroni arabi, che tanto infondevano allegria al direttore artistico della maison Gianfranco Ferrè, hanno dimostrata una efficienza, si direbbe, teutonica, quasi inaspettata a latitudini cosi meridionali, ma probabilmente è solo la mia ignoranza: La cassa integrazione per mail.

Leggete leggete: (http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/17/lannuncio-di-cassa-integrazione-via-mail-niente-lavoro-tornate-a-casa/98032/)

ontanorosso

 

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