L’ASSORDANTE SILENZIO DELLA SINISTRA MELMOSA BOLOGNESE.

Sabato 16/04/2011, si è tenuta a Bologna la manifestazione degli anarchici contro la guerra, e dopo gli arresti delle settimane precedenti, contro l’oppressione dello Stato e dei suoi organi esecutori.

Diciamo, fin da subito, che come Assemblea Proletaria siamo lontano anni luce dal pensiero e dal metodo anarchico. Da loro ci allontano in particolare la visione individualistica ed esemplare che essi rivendicano nelle loro azioni, così come rifiutiamo il generico e a-classista essere contro gli Stati, che nulla vuol dire e a nulla può arrivare, in quanto non definisce né gli attori dell’arena politica in epoca capitalista (cioè le classi: proletari e borghesi in primis), né tanto meno identifica una chiara strategia per superare tale modo di produzione al di fuori della volontà individuale. Potremmo scrive ancora pagine e pagine sulla polemica fra i comunisti e gli anarchici, ma rimandiamo il lettore alla discussione in seno alla prima internazionale fra marxisti e anarchici.

Detto questo noi sabato eravamo in piazza nel corteo organizzato dagli anarchici e se escludiamo i compagni dell’Iqbal, il collettivo delle lesbiche e gli studenti che fanno riferimento all’aula C di scienze politiche, gli anarchici sono stati completamente isolati da tutto il resto delle forze che a parole si dicono alternative a questo sistema o che perfino utilizzano l’aggettivo comunista.

La qual cosa è assolutamente scandalosa!

Queste forze che utilizzano nelle loro pratiche politiche una gamma variegata di metodi più o meno legali, che sono pronte ad appoggiare qualsiasi movimento di protesta che avvenga fuori dai patri confini, che sono pronte a vedere ed appoggiare rivoluzioni in ogni angolo della terra; tutti questi, si sono silenziosamente sfilati e non hanno dato nessun appoggio concreto, materiale, alla manifestazione.

Sono queste forze a favore dell’italica guerra?

Sono queste forze talmente legalitarie e legaliste da non sentire la cappa di piombo che sta cadendo su questa nazione, e non solo?

Si sentono queste forze di sinistra intoccabili dallo Stato e dai suoi organi repressivi a tal punto da non applicare un minimo di critica a ciò che è accaduto nelle scorse settimane?

A noi non interessa esprimerci sugli elementi in possesso della magistratura che l’hanno spinta a prendere le note misure: sia perché – ovviamente – non li conosciamo, sia perché questo compete agli avvocati, non a noi, militanti del proletariato. Ma qualcuno di questi “rivoluzionari de noi altri” ha letto ciò che i giornali hanno riportato sulla faccenda? Li ha letti con attenzione? In questi articoli non vi è nulla che possa giustificare, è nostra opinione, gli arresti con le accuse che vengono rivolte ai compagni finiti in galera.

Ed allora tutti voi, voi che vi dichiarate diversi e per una società diversa, dove siete finiti sabato? Credete realmente che a voi non toccherà subire gli stessi trattamenti?

Capiamoci, per quel che si legge sui giornali, moltissimi di voi, di noi, potrebbero essere arrestati sulla base di teoremi ben poco fondati e dal sapore del tutto politico/repressivo, in qualsiasi momento. Questo non vi fa riflettere? Non scuote nessuna vostra intima corda?

Vi era un tempo in cui lo spartiacque fra i veri comunisti ed i presunti tali era rappresentato dalla solidarietà che, anche organizzazione diverse, erano capaci di mettere in campo contro lo Stato borghese e i suoi apparati repressivi. Si può discutere anche aspramente con i compagni, perfino arrivare ad una scazzottata, ma la solidarietà per chi subisce la repressione dello Stato non può mai venir meno, pena la caduta, al di là di ciò che si pensa di se stessi, nel campo borghese e con questo l’uscita dalle forze genuinamente proletarie e rivoluzionarie. Pena l’aperto appoggio alla repressione dello stato e dei suoi organi, spesso mascherato da improbabili distingui teorici e pratici che nascondono solo l’incapacità di decidere a quale campo appartenere.

La solitudine a cui sono stati lasciati gli anarchici bolognesi non è certo una bella pagina del movimento operaio italiano.

Avremo modo di tornare sull’argomento più avanti

 

ontanorosso

 

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